Automazioni.


Trasforma le operazioni quotidiane in punti di forza.
Ogni azienda ha processi che si ripetono ogni giorno, sempre allo stesso modo. Attività necessarie, ma non strategiche.
In Creative AI progettiamo sistemi di automazione basati sull’intelligenza artificiale, integrati nei processi e negli strumenti che già utilizzi.
L’automazione non significa aggiungere complessità. Significa eliminare gli attriti nei flussi di lavoro, permettendo al tuo team di concentrarsi su decisioni, creatività e crescita.
Soluzioni concrete. Impatto misurabile. Supervisione umana.

Alcune delle soluzioni che abbiamo sviluppato.
Elaborazione audio e video
Trascrizioni e sottotitoli automatici e manipolazione video: operazioni che richiedevano ore, ora completate in pochi minuti.
Gestiamo molteplici aspetti della lavorazione di contenuti audiovisivi: dalla trascrizione del parlato con identificazione automatica dei diversi parlanti alla generazione e integrazione dei sottotitoli, fino al doppiaggio con IA e alla codifica e manipolazione video in batch. Queste automazioni eliminano le attività più ripetitive e dispendiose in termini di tempo, lasciando ai professionisti il solo lavoro di revisione e perfezionamento.
Elaborazione documenti
Non semplice elaborazione di file, ma pipeline intelligenti che estraggono informazioni dai documenti e le usano per automatizzare azioni concrete senza intervento manuale.
Costruiamo flussi automatizzati che leggono, interpretano e agiscono sui documenti: estraiamo dati da PDF, Excel o immagini e li utilizziamo per innescare azioni successive, come l’invio automatico di solleciti di pagamento ai clienti o l’invio di documenti fiscali ai fornitori. L’obiettivo è creare catene di automazione su misura che eliminano lunghi processi manuali.
Flussi di localizzazione
Automazioni pensate per i team di localizzazione: dalla pre-traduzione tramite MT a post-editing e QA automatici basati su AI.
Supportiamo i team di localizzazione in ogni fase del flusso di lavoro: pre-traduciamo i file con motori di MT ed eseguiamo il post-editing automatico tramite AI per rendere i file pronti per la revisione umana. Prima della consegna finale implementiamo controlli QA automatici per assicurarci che tutto sia a posto. L’obiettivo è ridurre il lavoro manuale ripetitivo e accelerare i tempi di consegna senza sacrificare la qualità.
Generazione contenuti con IA
Produci contenuti professionali su larga scala (descrizioni prodotto, newsletter, post) partendo da dati strutturati e template personalizzati.
Combiniamo l’intelligenza artificiale con template su misura per generare automaticamente testi pronti alla pubblicazione o alla revisione finale. I contenuti vengono prodotti a partire da informazioni strutturate e possono essere esportati direttamente qualsiasi formato. Dalla generazione di centinaia di descrizioni prodotto alla creazione di newsletter periodiche, il processo resta sempre in pieno controllo dell’utente.
Project & Operations Management
Preventivi, ordini, portali clienti e onboarding: automazioni che eliminano l’inserimento manuale dei dati e standardizzano i processi.
Automatizziamo le operazioni quotidiane dei team di project management: creazione di preventivi con calcoli automatici, esportazione di dati dai portali clienti, gestione degli ordini di acquisto, ricezione e organizzazione delle email di handoff, estrazione dei dati di analisi. Ogni automazione riduce gli errori, uniforma i documenti prodotti e libera tempo prezioso per attività di maggior valore. Queste soluzioni possono essere adattate per aziende di ogni dimensione.
Consulenza per l’ottimizzazione dei processi
Non sai da dove partire? Analizziamo i tuoi flussi di lavoro, identifichiamo i colli di bottiglia e progettiamo soluzioni su misura.
Il nostro approccio alla consulenza parte dall’ascolto: prima di proporre qualsiasi soluzione, lavoriamo con il cliente per capire come funzionano davvero i suoi processi. Mappamo le attività, individuiamo le inefficienze e progettiamo insieme automazioni che rispondono a bisogni reali. Il risultato è tipicamente uno strumento accessibile e intuitivo, che il team può usare in autonomia dal primo giorno.

Richiedi un preventivo!
Integra l’IA nei tuoi flussi di lavoro e ottimizza i processi aziendali. Compila il modulo per ricevere una proposta personalizzata.

Risorse.
Confindustria – L’integrazione della genAI nelle aziende locali
Confindustria Giovani Imprenditori di Genova e l’integrazione della genAI nelle aziende locali. Introduzione Nel cuore pulsante dell’industria genovese, la sezione Giovani Imprenditori di Confindustria rappresenta un punto di riferimento per l’innovazione e il dialogo tra imprese. Composto da imprenditori e manager tra i 18 e i 40 anni, questo gruppo promuove la crescita tecnologica del territorio, favorendo lo sviluppo di idee e progetti ambiziosi. In quest’ottica, è nata la collaborazione con Creative Words, con l’obiettivo di esplorare le potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa attraverso un percorso formativo su misura. Soluzione e vantaggi Corso introduttivo personalizzato sull’IA generativa, adattato a un pubblico eterogeneo. Attività pratiche costruite su casi d’uso reali, emersi da un’autovalutazione iniziale dei partecipanti. Contenuti modulati per coprire diversi livelli di esperienza, dai neofiti ai manager più esperti. Approccio inclusivo per valorizzare la diversità dei settori e dei ruoli aziendali rappresentati. Risultati e conclusioni Allineamento delle conoscenze di base sull’IA e maggiore consapevolezza del suo potenziale Formazione apprezzata per l’equilibrio tra teoria e applicazione concreta Stimolo al dialogo sul ruolo dell’AI nelle future strategie aziendali Un primo passo verso l’adozione consapevole e strategica dell’IA nel panorama imprenditoriale locale Dicono di noi Il corso di formazione ha rappresentato una risorsa preziosa, offrendomi una comprensione approfondita di cosa l’intelligenza artificiale sia e, non meno importante, di cosa non sia. Questa chiarezza mi permette ora di utilizzare l’AI in modo più consapevole ed efficiente, ottimizzando il tempo nel mio lavoro quotidiano.Uno strumento come la genAI si rivela utile anche nell’innovare le strategie di marketing e nell’ottimizzazione delle comunicazioni con potenziali clienti. Sebbene l’integrazione completa dell’AI debba considerare aspetti come la privacy e la compatibilità dei sistemi, sono entusiasta delle future applicazioni di quanto appreso.
Carmagnani – L’integrazione dell’IA generativa
Integrazione dell’IA generativa nelle aziende locali. Introduzione Fondata nel 1904 a Genova, Attilio Carmagnani S.p.A. è un’azienda leader nel settore del commercio e della logistica di prodotti chimici in Italia e nell’area del Mediterraneo. Per migliorare l’efficienza del proprio reparto vendite, l’azienda ha avviato una collaborazione con Creative Words per attività di consulenza e formazione sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ottimizzare i processi e semplificare le attività quotidiane. Soluzione e vantaggi Corso di formazione pratico e personalizzato sull’IA generativa. Esempi concreti di utilizzo dell’IA per creare e-mail commerciali e contenuti di marketing su misura. Casi d’uso reali per presentare l’IA come un alleato e contrastare percezioni negative. Vantaggi dell’IA nel rispetto del valore del tocco umano. Risultati e conclusioni Allineamento delle conoscenze sull’IA e sviluppo di nuove competenze Nuova collaborazione per la creazione di un calendario editoriale personalizzato Integrazione tra tradizione e innovazione con un approccio strategico e orientato al futuro Dicono di noi Arianna Ranocchi, SMML’automazione sviluppata da Creative Words è stata progettata su misura per adattarsi alle esigenze specifiche e al workflow del nostro reparto Marketing.Siamo estremamente soddisfatti sia del prodotto finale sia del team di CW, che si è dimostrato eccezionalmente accomodante, attento alle nostre esigenze e meticoloso.
FOR – Soluzione IA su misura per la creazione di contenuti
Soluzione IA su misura per la creazione di contenuti. Introduzione FOR, un’azienda specializzata in formazione e sviluppo professionale, aveva l’obiettivo di semplificare la creazione di contenuti per i social media, poiché il loro approccio manuale risultava troppo dispendioso in termini di tempo e poco flessibile. Questo case study illustra come Creative Words abbia implementato un processo più efficiente, garantendo il coinvolgimento del pubblico su tutte le piattaforme. Soluzione e vantaggi La nostra soluzione personalizzata e scalabile integra GenAI e automazione. La SMM inserisce le informazioni in un template basato sul modello AIDA. Il sistema automatizzato genera post in linea con il tono di voce del cliente. È possibile generare contenuti multilingue a partire da input in qualsiasi lingua. Il processo di revisione umana è rapido ed efficiente. Risultati e conclusioni +70% aumento del tasso di coinvolgimento in un solo mese +10% aumento medio dei follower in un mese sulle diverse piattaforme +67% tempo di lavoro risparmiato in un mese Dicono di noi Arianna Ranocchi, SMML’automazione sviluppata da Creative Words è stata progettata su misura per adattarsi alle esigenze specifiche e al workflow del nostro reparto Marketing.Siamo estremamente soddisfatti sia del prodotto finale sia del team di CW, che si è dimostrato eccezionalmente accomodante, attento alle nostre esigenze e meticoloso.

Blog.
L’IA non cambierà la tua azienda. Lo farà la tua leadership.
Chiedi a un team perché il suo progetto di IA si è fermato, e difficilmente la risposta sarà “il tool non funzionava”. Più spesso le persone non sapevano cosa potevano farci, nessuno aveva il tempo di provarlo davvero, oppure l’unico collega che aveva capito come usarlo non l’ha mai raccontato a nessuno. Per questo oggi la domanda, per chi è a capo di un’azienda, non è più se l’IA avrà un impatto, ma come accompagnare i team nel cambiamento. Acquistare gli strumenti è la parte facile. Quella difficile è creare le condizioni perché le persone li usino bene. Ecco cinque aree in cui la leadership fa la differenza. Parti da una direzione chiara Senza una motivazione condivisa, le iniziative di IA restano esperimenti isolati che non si traducono mai in un cambiamento reale. Le persone devono capire perché l’IA è importante per l’azienda, come si collega alla strategia e cosa significa per il loro ruolo. Il messaggio più convincente, però, non è una circolare. È vedere i manager usare l’IA nel proprio lavoro: per scrivere un report, preparare una riunione, mettere alla prova un’idea. Quando chi dirige mostra come la usa, compreso ciò che non ha funzionato, fa capire che sperimentare è previsto a tutti i livelli. Poi serve misurare. Bastano pochi obiettivi concreti: quanti team usano attivamente l’IA, quali flussi di lavoro sono cambiati, quanti nuovi casi d’uso sono stati testati. Gli obiettivi trasformano un’ambizione vaga in una priorità di business. Forma le persone sui ruoli reali Un’introduzione generale all’IA è un buon punto di partenza, ma è difficile cambi il modo in cui si lavora. Una specialista marketing, un analista finanziario e un project manager useranno gli stessi strumenti in modi molto diversi: per questo la formazione funziona meglio quando parte dalle loro attività quotidiane. In pratica significa lavorare su materiale vero: i report che si scrivono ogni settimana, le email a cui si risponde, i documenti da revisionare. La fiducia cresce quando si vedono risultati sul proprio lavoro, non su esempi da manuale. Due cose aiutano a consolidare questi risultati. La prima è dedicare tempo protetto alla sperimentazione, perché nessuno prova approcci nuovi il giorno prima di una scadenza. La seconda è riconoscere le competenze sull’IA come parte della crescita professionale, così che la formazione sia percepita come un investimento sulla propria carriera e non come un compito in più. Condividi ciò che funziona In molte aziende le scoperte migliori sull’IA non escono mai dal team che le ha fatte. Qualcuno trova un modo più rapido per sintetizzare i feedback dei clienti, e altri tre reparti continuano a farlo a mano. Gli “AI champion” interni possono colmare questa distanza. Sono colleghi che sperimentano per primi, aiutano gli altri a iniziare e diffondono ciò che funziona. Imparare da un collega risulta spesso più pratico, e meno intimidatorio, di un corso tradizionale. Aiuta anche avere uno spazio condiviso, purché semplice: un canale, una pagina wiki o un breve incontro periodico in cui raccogliere prompt, esempi e lezioni apprese. Non serve che sia sofisticato. Serve che sia facile da trovare e da arricchire. Accorcia la strada dall’idea ai risultati Le capacità dell’IA cambiano in fretta, e nei lunghi processi di approvazione le buone idee restano semplicemente in attesa. Se per testare un nuovo strumento servono settimane di autorizzazioni, la maggior parte delle persone semplicemente rinuncia. Chi dirige può aiutare garantendo ai team un accesso rapido agli strumenti approvati e un percorso chiaro per proporne di nuovi. Un sistema snello per raccogliere le idee e stabilire le priorità permette poi di concentrare le risorse sui progetti con più potenziale, invece di disperdere energie in decine di esperimenti scollegati. I progetti di IA coinvolgono di solito più aree insieme, dall’IT alla gestione operativa, dalla sicurezza all’ufficio legale. Coinvolgerle fin dall’inizio evita ritardi in seguito. Stabilisci regole che danno sicurezza La governance viene spesso vista come un freno. Se costruita bene, funziona al contrario: quando le persone sanno cosa è consentito, sperimentano con più libertà. Le buone linee guida sull’IA sono brevi e pratiche. Indicano quali usi sono incoraggiati, quali richiedono una verifica in più e come gestire le informazioni sensibili. Un esempio concreto: quali documenti si possono caricare in uno strumento di IA pubblico e quali devono restare in un ambiente approvato e sicuro. Per le aziende che gestiscono contenuti dei clienti, come documentazione di prodotto o materiali non ancora pubblicati, è una delle prime domande da porsi. Anche le linee guida vanno riviste con regolarità, perché strumenti e rischi continuano a cambiare. La vera differenza è la leadership Due aziende possono usare gli stessi strumenti di IA e ottenere risultati molto diversi. Raramente la differenza sta nella tecnologia. Sta nella capacità di chi le guida di dare alle persone una direzione chiara, le competenze giuste, il tempo per sperimentare e regole di cui fidarsi. Se stai pensando a una formazione sull’IA costruita sul lavoro reale dei tuoi team, dai uno sguardo ai nostri corsi. In questo momento, dove fa più fatica la tua organizzazione: a partire, a coinvolgere le persone o a estendere ciò che già funziona?
Claude Design: dall’idea al visual in una sola conversazione
Un product manager ha bisogno di un prototipo entro fine giornata. Una founder vuole un pitch deck prima della call con gli investitori. Un marketer deve produrre un one-pager che non sembri fatto di corsa. Fino a tre settimane fa, tutti e tre avrebbero aperto Figma, passato ore a sistemare layout, o aspettato che un designer si liberasse. Oggi, aprono Claude. Il 17 aprile 2026, Anthropic ha lanciato Claude Design, un nuovo prodotto che permette di passare da una descrizione testuale a un design visivo funzionante, un prototipo o una slide deck, senza toccare nessun tool di design tradizionale. È attualmente in anteprima di ricerca, disponibile per gli abbonati Claude Pro, Max, Team ed Enterprise. Ecco cosa fa davvero, e perché vale la pena capirlo. Cos’è Claude Design (e cosa non è) Claude Design non è un generatore di immagini. Non è un filtro, un selettore di template, o un modo per “abbellire” un prompt su Midjourney. È un motore di prototipazione. Descrivi quello che vuoi e Claude costruisce una prima versione funzionante: un flusso di onboarding per una mobile app, una dashboard per il team operations, una landing page per un nuovo prodotto. Da lì, si raffina attraverso la conversazione: commenti inline, modifiche dirette al testo, o slider personalizzati che Claude stesso genera per regolare spaziatura, colori e layout in tempo reale. Il risultato può essere esportato come PDF, PPTX, file HTML standalone, o inviato direttamente a Canva per ulteriori modifiche. E se il design è pronto per diventare un prodotto reale, può essere passato a Claude Code con un’unica istruzione. Dall’idea al design al codice di produzione, tutto nello stesso ecosistema. È questa continuità che lo rende strutturalmente diverso da qualsiasi altro tool sul mercato. Il tuo brand, già integrato Una delle funzionalità più significative per i team aziendali riguarda la coerenza del brand. Durante l’onboarding, Claude legge il codebase e i file di design del tuo team, poi costruisce un design system per l’organizzazione: i tuoi colori, la tua tipografia, i tuoi componenti. Ogni progetto successivo li usa in automatico. Niente upload di asset ogni volta. Niente promemoria su quale sia il font principale. Claude lo sa già. Per chiunque abbia mai visto una presentazione interna andare fuori brand per colpa di un template sbagliato, questa è una differenza concreta. A chi serve davvero Anthropic è stata esplicita su questo punto: Claude Design è pensato per due pubblici distinti. I non-designer (founder, product manager, marketer, consulenti) che devono produrre contenuti visivi senza un background nel design. L’interfaccia è costruita per sembrare una conversazione con un collega veloce e competente, non uno strumento con una curva di apprendimento ripida. I designer che vogliono esplorare rapidamente un ampio range di direzioni prima di sceglierne una. I primi ad adottarlo riportano che pagine complesse che richiedevano 20+ prompt su tool concorrenti ne hanno richiesti solo 2 in Claude Design. Brilliant, l’azienda di education technology, ha trasformato mockup statici in prototipi interattivi pronti per i test utente senza rivedere una sola riga di codice. Per i business leader, l’implicazione pratica è diretta: il gap tra avere un’idea e avere qualcosa da mostrare a uno specialista si è ridotto a pochi minuti, non giorni. Ok, ma è tutto perfetto? Non proprio. Claude Design ha limiti di utilizzo settimanali legati al piano sottoscritto, ed è token-intensive. Costruire un design system completo più un prototipo rifinito può consumare rapidamente più della metà dell’allocazione settimanale. Anthropic offre una modalità wireframe per l’esplorazione a basso rischio, che usa significativamente meno token. Vale la pena saperlo prima di lanciarsi a pieno regime. Ci sono anche alcuni limiti tipici di una fase di anteprima: i commenti inline occasionalmente scompaiono prima che Claude li legga, e codebase molto grandi possono causare rallentamenti. Sono limitazioni documentate, non dealbreaker, ma da considerare se si sta valutando un utilizzo esteso a tutto il team. Il quadro più ampio Claude Design non è arrivato da solo. È stato lanciato insieme a Claude Opus 4.7, il modello più capace di Anthropic disponibile al pubblico, con visione migliorata e prestazioni più solide su task complessi. I due lanci simultanei segnalano qualcosa di intenzionale: Anthropic sta passando da fornitore di modelli IA a società di prodotto full-stack, una realtà che vuole coprire l’intero arco dall’idea grezza al prodotto rilasciato. Per le organizzazioni che già usano Claude per la scrittura, l’analisi e il codice, Design è il layer successivo. Per chi sta ancora valutando dove l’IA può aggiungere valore reale, è un esempio concreto di come si presenta il lavoro incrementato dall’IA nella pratica: più veloce, più iterativo, accessibile a chi prima dipendeva interamente dagli specialisti. I tool IA più utili non sono quelli che automatizzano task isolati. Sono quelli che comprimono interi workflow: dal momento in cui un’idea esiste nella testa di qualcuno al momento in cui è condivisibile, testabile o pronta per il lancio. Claude Design è un passo chiaro in quella direzione. Vuoi capire come strumenti come Claude Design potrebbero integrarsi nel workflow del tuo team? Ti aiutiamo a scoprirlo.
Stiamo iniziando a scrivere come ChatGPT (e non ce ne accorgiamo)
C’è stato un momento in cui abbiamo percepito un cambiamento sottile, quasi impercettibile. Non riguarda il modo in cui usiamo l’IA, ma il modo in cui scriviamo noi. Non è questione di impiegare ChatGPT: è ChatGPT che, silenziosamente, inizia a usare noi. Da mesi leggiamo e modifichiamo testi generati o arricchiti dall’IA: email, landing page, post sui social, script, articoli, microcopy. E senza accorgercene, iniziamo ad assorbire il suo ritmo, la sua struttura, quella pulizia perfetta della sintassi. È come se stessimo interiorizzando un nuovo stile editoriale, che ha caratteristiche precise: frasi brevi e leggere, paragrafi ariosi, tono conversazionale ma ordinato, concetti resi semplici, metafore e chiusure ad effetto. Ti suona familiare? Probabilmente sì. E questa familiarità è il segno che qualcosa di nuovo, invisibile ma potente, sta già plasmando il nostro modo di scrivere. Riconoscere “l’odore” di un testo scritto come ChatGPT Quando scriviamo, a volte ci fermiamo e ci diciamo: “No, questa frase è troppo ChatGPT.” Manca quell’asimmetria che rende un testo umano. Quella piega storta, la scelta leggermente ironica, la parola che un modello statistico non avrebbe mai scelto. Questo è quello che è successo quando a Creative Words ci siamo ritrovate a discutere su una cosa: L’IA non sta sostituendo il nostro modo di scrivere. Sta riscrivendo il nostro standard di scrittura. Per anni abbiamo lottato con testi prolissi e pesanti. Ora, dopo mesi di lavoro con l’IA, il nostro cervello ha fatto un upgrade: percepiamo subito quando una frase è confusa o arzigogolata, e sappiamo semplificarla. Perché? Perché siamo stati esposti a migliaia di esempi di scrittura pulita. ChatGPT è diventato la nostra palestra editoriale invisibile. Ma come si riconosce un testo “troppo ChatGPT”? Ormai lo sentiamo a pelle: quando un testo spiega troppo, quando usa metafore didattiche, quando conclude sempre con una morale. E allora iniziamo a cercare l’ironia fuori schema, l’imperfezione voluta, una scelta stilistica meno prevedibile. Non stiamo scrivendo come ChatGPT. Stiamo scrivendo dopo ChatGPT. E abbiamo il potere di rompere le regole, di aggiungere umanità sopra una base IA. Come con quella frase semplice ma perfetta: “Just with better chairs.” Un modello probabilmente non l’avrebbe mai scelta. Ma un umano, che ha imparato dall’IA, sì. Ecco la vera evoluzione della scrittura nel 2026: non sostituire l’umanità con l’AI, ma sovrapporla, migliorarla, sceglierla.
